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LA NUDITA' DELLE NOSTRE ANIME!

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August 14

A VOLTE BASTA UN GIORNO...

 

“Io amo conoscere persone che appartengono ad altre nazionalità come avrete capito.

Proprio ieri, tramite mail, mi è arrivata dall’Egitto una splendida sorpresa che mi ha dato molta felicità: poche ma preziose parole scritte da Ahmed.

Ahmed è un carissimo amico di giovane età, incontrato un giorno in Egitto, dove ha accompagnato il nostro gruppo alla scoperta dell’affascinante città del Cairo.

Lavora come guida turistica in questo paese dopo aver svolto studi universitari: conosce benissimo l’italiano, il russo e l’inglese.

Probabilmente siamo rimasti colpiti l’uno dall’altro: è un ragazzo che infonde sicurezza, determinatezza, responsabilità e gran sensibilità.

Senza dubbio ha dovuto fare molti sacrifici per raggiungere la sua posizione attuale che gli ha permesso di comprare una casa alla periferia del Cairo. Saprò a chi rivolgermi, se un giorno volessi ritornare…

L’incontro di Ahmed mi spronerà ad intraprendere nuove strade…”

 

Ora presento una famosa danza egiziana chiamata

“EL TANNURA”,

rappresentata su un battello che navigava sul Nilo:

 

    

 

Questa danza prende il nome dal particolare indumento indossato dai danzatori, la tannura, ossia la gonna, che rappresenta il rituale dei dervisci "volteggianti", ricco d'allusioni cosmologiche. E' esaltata proprio la rotazione delle gonne sovrapposte e vivacemente colorate con i suggestivi effetti cromatici. I costumi rispecchiano l’allegria e la semplicità del popolo egiziano. Due sono le matrici principali di questo gruppo: la prima è quella della danza rituale dei dervisci volteggianti, parte integrante del sema (= ascolto) della Turchia, proprio dell'ordine mevlevi, poi diffusa in altre regioni del mondo islamico, Egitto incluso, dove questo rituale fu praticato dal 1500 al 1900; la seconda matrice è quella della musica rurale della Valle del Nilo, poiché l’orchestra è costituita dagli strumenti tradizionali con i quali si animano cerimonie e feste all'aria aperta: la raraba, il musmar, il ney, il bendir, il darabukka, il duff ed il sadakh. Essi sono strumenti musicali che scandiscono il movimento dei danzatori per poi acquisire un ritmo incalzante che culmina nella trasformazione del danzatore in un caleidoscopio di forme colorate. E tra danze e rituali, vengono intonate le sure del Corano con il richiamo alla preghiera .Allah el-akbàr, dopodiché gli aspetti simbolici della gestualità esoterica si trasformano in uno spettacolo nel quale la coreografia mette in evidenza la figura dei due ballerini, cioè dei due tannura, esaltando il gioco della rotazione delle gonne colorate. I musicisti e ballerini costruiscono dunque uno straordinario percorso mistico, attraverso la ripetizione quasi ossessiva di ritmiche percussive e la rotazione del corpo e della tannura, che riproduce il cammino del sole e degli astri, con rapidità ritmica, poiché i due ballerini girano su se stessi rappresentando il sole, mentre gli altri danzatori vorticano intorno a lui in senso antiorario come astri e tutti insieme simboleggiano l'alternarsi delle stagioni. In realtà queste danze e musiche simboleggiano il rapporto tra cielo e terra, tra corpo e anima, tra Dio e uomo, e ballando si finisce per generare uno stato di estasi rituale per mettersi in comunicazione con Dio, il cosmo, fino a conoscere la più alta realizzazione spirituale ed accedere alla coscienza della realtà.

 

 Buon Ferragosto a Tutti!

 

Cinzia

August 11

NEL CIELO LE STELLE BRILLANO DI LACRIME..

 
 

Nella mia vita ho vissuto e tuttora vivo rapporti profondi con gli uomini:

 ci siamo amati tanto come persone, amici, compagni di viaggio.

 

Ma tu Uomo insisti a non amarmi come Donna,

 non importa perché la mia vita continuerà…

 

Ammiro le stelle che illuminano il cielo,

sono i miei occhi che brillano di lacrime d’amore.

 

Ogni stella è un amico/a, un compagno/a, un amore che amo nell’Universo infinito.

 

 

 

 

BACI

 

 CINZIA   

August 09

La Rosa Del Deserto

 

 Sting


 Desert Rose
 Rosa Del Deserto

 

I dream of rain
I dream of gardens in the desert sand
I wake in vain
I dream of love as time runs through my hand
I dream of fire
Those dreams that tie two hearts that will never die
And near the flames
The shadows play in the shape of the man's desire
This desert rose
Whose shadow bears the secret promise
This desert flower
No sweet perfume that would torture you more than this
And now she turns
This way she moves in the logic of all my dreams
This fire burns
I realize that nothing's as it seems
I dream of rain
I dream of gardens in the desert sand
I wake in vain
I dream of love as time runs through my hand
I dream of rain
I lift my gaze to empty skies above
I close my eyes
The rare perfume
is the sweet intoxication of love
I dream of rain
I dream of gardens in the desert sand
I wake in vain
I dream of love as time runs through my hand
Sweet desert rose
Whose shadow bears the secret promise
This desert flower
No sweet perfume that would torture you more than this
Sweet desert rose
This memory of hidden hearts and souls
This desert flower
This rare perfume
is the sweet intoxication of love
is the sweet intoxication of love


-----------------------

Io sogno di pioggia
Sogno di giardini nella sabbia del deserto
Mi sveglio a fatica
Sogno di amore come il tempo scorre tra le mie mani

Sogno di fuoco
Questi sogni sono legati a un cavallo che non si stancherà mai
E nelle fiamme
Le ombre di lei giocano nella forma del desiderio dell'uomo

Questa rosa del deserto
In ognuno dei suoi veli, una promessa segreta
Questo fiore del deserto
Nessun dolce profumo mi ha mai torturato più di questo

E così come lei si muove
Nello stesso modo muove la logica di tutti i miei sogni
Le fiamme bruciano
Mi rendo conto che niente è come sembra

Io sogno di pioggia
Sogno di giardini nella sabbia del deserto
Mi sveglio a fatica
Sogno di amore come il tempo scorre tra le mie mani

Sogno di pioggia
Alzo il mio sguardo fisso ai cieli vuoti in alto
Chiudo i miei occhi, questo raro profumo
Nella dolce ebrezza del suo amore

Io sogno di pioggia
Sogno di giardini nella sabbia del deserto
Mi sveglio a fatica
Sogno di amore come il tempo scorre tra le mie mani

Dolce rosa del deserto
In ognuno dei suoi veli, una promessa segreta
Questo fiore del deserto
Nessun dolce profumo mi ha mai torturato più di questo

Dolce rosa del deserto
Questo ricordo dell'Eden ossessiona tutti noi
Questo fiore del deserto, questo raro profumo
È la dolce intossicazione della caduta.

 

   

 

August 08

Il rispettoso popolo egiziano

 

 

Le persone conosciute di nazionalità egiziana erano rispettose, gentili, aperte, disponibili ad incontrarti e donarsi senza erigere barriere di qualsiasi genere. Prettamente persone che lavoravano presso l’albergo dove alloggiavamo: tutti ragazzi giovani che prendevano un miserevole stipendio di sopravvivenza, completamente “sfruttati” con ritmi e orari allucinanti dai ricchi egiziani e perché no dagli italiani.

 Ricorderò sempre i ragazzi che lavoravano come camerieri, ci accoglievano ogni giorno con serenità, rispetto, grande eleganza e i loro occhi si illuminavano quando si incrociavano gli sguardi. Purtroppo parlavano solo l’arabo e pronunciavano pochissime parole in italiano.

I ricconi egiziani, invece, erano altezzosi, strafottenti e nella maggior parte dei casi, grassi.

Gli egiziani sono ricchi o poveri, poveri.

La gente del Cairo è di mille volti, colori e costumi.

Il Cairo o Al – Qahirah è la città vittoriosa più grande e popolosa dell’Africa, con i suoi oltre 16 milioni d'abitanti. E’ un calderone che nasce dall’incontro tra genti, religioni e culture diverse. E’ un insieme contraddittorio, un misto di moderno e di antico, di mattoni di fango e automobili fiammanti, di muli che passeggiano per le vie e di palazzi concepiti all’occidentale con la maestosità delle antiche piramidi, prima fra tutte quella di Giza.

Per gli Egiziani è la Madre di tutte le città, con quell’inimitabile e unico mix di influenze africane, arabe ed europee. Per viverla al meglio è bene non aspettarsi viali ordinati o edifici eleganti. Il suo fascino sta proprio nella distanza che questa città mette tra se stessa ed altre capitali più blasonate dal punto di vista dei servizi offerti o dell’eleganza delle proprie strade. Pur essendo una città caotica e trafficata, il Cairo mostra una grazia innata:  è una bellissima odalisca profumata che danza per i visitatori.

Spero tantissimo di ritornare al Cairo, ma non per “sfruttare” il rispettoso popolo egiziano.

 

Se un giorno andrete in Egitto, comincerete ad amarlo anche Voi. 

 

Ciao a Tutti

 

Cinzia

 

August 06

Il respiro delle anime dal deserto

 

Come avete visto ho inserito due albums di fotografie che illustrano i luoghi vissuti da me e Barbara in Egitto.

Alla partenza non sapevo bene che vacanza mi attendeva, avevo solo in mente di riposarmi in un nuovo villaggio ad El Alamein, città situata a nord dell’Egitto e si affaccia sul Mar Meditteraneo. Dall'aereo che sorvolava la città prima di iniziare l’atterraggio, ho visto una gran distesa di deserto, nient’altro che sabbia sabbia sabbia. All’aereoporto è arrivato a prenderci un pulmino per portarci al villaggio dove avremmo trascorso una settimana. La strada era perfettamente asfaltata e il paesaggio che si vedeva era tutto un deserto con tende, casette diroccate e pastori qua e là. L’accompagnatore che parlava italiano cominciò ad instaurare con noi un dialogo, chiedendoci il periodo della nostra permanenza e comunicandoci le prime informazioni d'accoglienza.

Il villaggio era formato da un albergo con ville del grande “capo” e delle famiglie arabe ricche, deserto che faceva da spiaggia, scogli, mare.

Abbiamo trascorso i primi giorni in spiaggia, immergendoci nell’acqua marina che “profumava” di zolfo, una conca termale. Davanti a noi c’era si apriva il bel Meditteraneo con onde sempre alte dove era vietato fare il bagno perché era troppo pericoloso.

Il mio corpo si rilassava ma la mia mente continuava a meditare, non riusciva a riposare.

 Durante le ore giornaliere spirava il vento che aumentava d’intensità sul calar della sera e della notte: IL VENTO DEL DESERTO. Spesso avvolta nel vento sentivo il respiro delle anime che arrivava dal deserto. Ma chi erano queste anime?

Erano anime molto buone ma che nella loro vita avevano sofferto tanto perché nate in un periodo di vera e propria  schiavitù. La mia mente quando osservava il  deserto ricordava le grandi piramidi costruite nei tempi lontani da molti esseri umani che hanno sacrificato la loro esistenza. Le loro anime vivranno per sempre nel deserto emanando un respiro infinito…

Chiaramente questi pensieri lasciavano in me un’enorme tristezza e angoscia con un gran “nodo alla gola”. Ma era più forte la mia mente, la mia anima…

Quando emergevo da questa situazione mi sentivo veramente ridicola, non ne parlavo con nessuno.

 Ora dico, è stata un’esperienza meravigliosa!

 

Continua...

 

Baci Cinzia 

 

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